Expert campagne radio 2016

Che cosa abbiamo fatto: copywriting per Giandomenico Puglisi-Dierty Job/Diaviva


Expert radio aprile 2016

Expert radio aprile 2016

 

 

 

 

 

 

 


GNV. Brand book

Che cosa abbiamo fatto: interviste al personale e copywriting.
Positioning e coordinamento generale: The Monk.
Graphic design: JSM.


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es. capiservizio

 

 

 

 

 

 

 


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Graphic design: FuoriFormat/Manzoni
Immagini: National Geographic
Testo: Caractère


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L’Adriatico è un velo trasparente

Vederci chiaro, nella vita, conta

Per non dimenticare da dove è venuta, Marianna porta un velo di garza che gira intorno al collo e avvolge i capelli. Nemmeno adesso, che l’estate avanza e il sole picchia sulle case bianche di Ostuni, lo mette per ripararsi dal caldo o, come pensa qualcuno, per pudore. Seduta a un baretto sulla spiaggia del Pilone, Marianna, con il velo, ricorda a sé stessa e a tutti che lei è nata nel paese di Gur, distretto di Scutari, che prega rivolto alla Mecca, ma guarda la Puglia dall’altra parte dell’Adriatico.

Ci vorrà un’ora prima che i turisti inizino ad affollare il minimarket a cui ha dato il suo nome. Marianna ha tempo per un espresso e un bicchiere d’acqua gelata. E come le succede quando è tranquilla, rivede tutto quello che ha fatto: una galleria di immagini tristi e felici la cui caratteristica comune è la nitidezza.

Ci ha visto chiaro da bambina: le luci dell’Italia, svelate dal maestrale gelato, erano il punto da raggiungere a ogni costo. Pochi anni ancora ed è una ragazza: gli occhi fissi al faro della motovedetta e una voglia di vita più forte del peso dei vestiti che la tira a fondo. Infine, donna sola tra tanti sguardi di maschi, non ha abbassato il suo finchè è arrivata a essere quella che è ora. Una “nuova imprenditrice ”, come dicono i giornali, che dà lavoro a due collaboratori e può permettersi perfino di seguire la moda.

L’ultima tendenza sono gli occhiali Polaroid di tutti i colori con quelle irresistibili lenti iridate che fanno più bello il mondo. L’Italia, in particolare. Che per Marianna, oggi, compone il quadro perfetto.

Alle sue spalle una distesa di ulivi brilla nell’aria tersa, mentre al largo, dove si è levata la brezza, l’Adriatico è tutto un fremito. Da dietro le lenti specchianti, Marianna riesce a seguire l’accavallarsi di ogni schiuma lontana e, senza che lui se ne accorga, anche i movimenti di Cosimo, il proprietario dei bagni Sirena.

Ieri le ha proposto di restare a vedere il tramonto. Marianna è quasi sicura che gli dirà di sì.

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Testo Caractère per Fuori Format/Manzoni


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Visione a Spoleto

Ognuno vede coi suoi occhi, l’importante è vedere bene

Al professor Tsewang Lhamo non piaceva essere scambiato per un cinese. Aveva studiato letteratura a Cambridge negli anni cinquanta diventando uno dei massimi esperti di poesia italiana medievale. Poi, con un passaporto britannico – il Tibet nel frattempo non esisteva più – aveva viaggiato. Visiting professor che spiegava testi antichi, composti in una lingua “pura come il cielo sotto il quale era nata”.

Ma l’Umbria di san Francesco e Jacopone, il duomo di Spoleto ricamato come un mandala e il cielo azzurro puro, Tsewang Lhamo non li aveva mai visti.

C’è dunque più di una ragione perché questo ottantenne tibetano – che adesso fende deciso una comitiva di turisti del Guangdong – stoppi il venditore di special chinese maps.

“Nessuna di queste persone” – pensa Tsewang – “può sapere che cosa vedo, perché nessuno vede con i miei occhi”. Un’allieva, italiana di Perugia, una volta gli ha detto: la fortezza Albornoz, vista dal basso in una certa luce, ricorda il Potala. Tsewang ricorda. E oggi , in un pomeriggio splendente dell’anno 2014 – primo del suo pensionamento – attende una visione. Una vera visione, come quelle che scendevano sui santi cristiani e i bodhisattva.

La distanza è giusta. Tsewang mette gli occhiali Polaroid comprati in California e ride da solo: “Lenti polarizzate, grande invenzione. La via americana per vedere oltre il velo del mondo”.

A questo punto, quando lo racconta, il professor Lhamo non ricorda più bene che cosa è successo. La fortezza, una massa scura in cima alla collina, improvvisamente aveva iniziato a svelargli ogni singolo mattone. Lo spazio si dilatava e tutto – colline, uliveti, perfino i turisti cinesi – vi prendevano posto in una chiarezza mai vista.

Due giorni dopo, posando gli occhiali da sole sulla scrivania del notaio Bigi, firmava.

Dalla sua nuova casa, oltre i tetti, vede spuntare le grandi torri quadrate. E per tutti in città è diventato il “Dalai Lama”. A volte qualcuno si chiede perché non tolga mai le lenti scure.

 


Polaroid occhiali

Che cosa abbiamo fatto: il testo.
Art direction: Fuori Format – Manzoni


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Che cosa c’è oltre Milano?

Esperienze di visione nella metropoli della pianura

Se lo chiedete a un milanese, di nascita o di adozione, abbassando il finestrino lungo uno dei viali che portano fuori, vi risponderà che oltre Milano c’è Milano e poi ancora Milano e Milano.

Ma è un difetto di visione al quale l’occhio milanese si abitua dalla nascita, un velario di nebbie vapori e fumi che intercetta e riflette la luce, a rendere indefinito ciò che si stende oltre le ultime case e i tralicci dell’alta tensione.

Oltre Milano, in verità, c’è l’oltre Milano, vario e meraviglioso. E il solito milanese di nascita o d’adozione lo sa o lo intuisce, perché una volta nella vita lo ha visto. O ha sognato di vederlo.

E’ stato quando un mattino di aprile, spinto dal vento leggero, dal sole molto chiaro e da un’insolita curiosità di capire il luogo in cui vive, è salito in cima al Duomo.

Nel taschino, dove non rischiavano di rompersi, aveva un paio di occhiali da sole con lenti Polaroid nuovi di zecca. Proprio quelli che la réclame raccomandava per la sicurezza nella guida, ma che lui aveva comprato perché promettevano di fargli vedere come mai aveva visto prima.

Dunque quella mattina dell’aprile 1964 è arrivato, senza prendere l’ascensore, sulla balconata appena sotto la Madonnina che, come dice la canzone, domina Milano. E lì ha visto.

Non solo i tetti verso il suo quartiere, finalmente sgombri dalla caligine che li rende indistinti, ma perfino le tegole e i comignoli in ogni dettaglio. Non solo le file di pioppi verde chiaro, che dicono che lì si stendono campi e risaie, ma ancora oltre.

Il quadro includeva montagne ancora candide di neve. Poteva riconoscere il picco del Monviso, indovinando che sotto c’era Torino, e prima altre montagne, più leggere e sfumate, oltre le quali si indovina l’azzurro dei laghi.

Tutto era nitido e avvolto in una luce così limpida, che si vedevano anche strane forme, cuspidi di vetro e acciaio che non esistevano, perché erano ancora nel futuro. Ma che con quelle lenti speciali si potevano già distinguere.


Tommy Hilfiger – magazine

Che cosa abbiamo fatto: piano editoriale dei numeri e tutti i testi.
Graphic designer: Gaia Mazzola.


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World Friends

Che cosa abbiamo fatto: tono di voce, corporate payoff, materiale informativo
e testi del nuovo sito. A servizio dell’attività di fund raising abbiamo creato
la brand “Fiori degli slum”, la cui prima uscita è stata una campagna web dedicata
al reparto pediatrico del Neema Hospital, costruito dentro e per le baraccopoli di Nairobi.
Mimma Novelli e Desirée Bizzarri hanno fatto le interviste e stabilito le basi della brand.
La grafica editoriale è di Domenico Stragapede.
Web architecture e web design sono di iDNA.


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ANTR, Associazione italiana trapiantati rene – campagna tv

Abbiamo fatto: ideazione e testo.
Art director: Domenico Stragapede per SS&C.
Regia: Nicolò Braggion e Jacopo Mutti.


https://www.youtube.com/watch?v=bJsbWrdY_G4


MSC Crociere – brand book

Che cosa abbiamo fatto: il testo.
Graphic design: JSM.


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Millbo – immagine coordinata

Che cosa abbiamo fatto: analisi e riposizionamento della marca, corporate payoff,
testi del manuale di corporate identity, testi del sito internet (per Vinyl United).
Graphic design: JSM.


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Hedge Invest – campagna stampa

Che cosa abbiamo fatto: ideazione e testo.
Art director: Gaia Mazzola.


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Joint Research Center UE – video “Composite indicators”

Che cosa abbiamo fatto: sceneggiatura e testo.
Regia: Marco Lamanna – Black Duck Movies per SS&C.
Art director: Domenico Stragapede.


https://www.youtube.com/watch?v=34Vr8BfPGH4


iGV Club – cataloghi

Abbiamo fatto: ideazione e testi.
Graphic design: Sintesi e Associati.


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Mazzucchelli Calzature – affissioni

Che cosa abbiamo fatto: ideazione e copywriting.
Art director: Domenico Stragapede per SS&C.


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… e un vecchio lavoro: Giorno della Memoria – radio

Ogni scrittura pubblicitaria si consuma in fretta e merita di essere conservata
solo fino a quando una più nuova la sostituisce. Qui facciamo un’eccezione:
per il soggetto, e per il lavoro di José Bagnarelli (Eccetera) che ha trasformato
un radiocomunicato in un radiodramma da 40 secondi.
L’Antenna d’Argento del Radiofestival 2010 è l’unico premio che teniamo in vista
sul mobile vicino alla scrivania.


https://soundcloud.com/caract-re-writers/giorno-della-memoria-stazione-150110-40s-r-rg