Archivio tag: 12 dicembre 1969

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Caractère poetry 1

 

I nomi dei compagni dell’anno scolastico 1963-64

 

Sigaretta tra indice e medio – un sogno retinato in bianco e nero

Rapiva gli architetti da metafisiche

Pagine di rivista: nuove case,

E mai, mai più aule glaciali

A torcere di paura il ventre ai nuovi nati.

Non dovessero pisciarsi per umiliazione

Lungo le gambe nude, conoscere il potere

Nelle mani rosse e tonde di una maestra giurata al re.

 

Il sogno venne a patti con il vero:

L’helvetica accanto alle pagelle

Compilate a penna e i tricolori

Per il 4 Novembre. La Vittoria.

Ma dal seminterrato della scuola, senza parsimonia,

La caldaia a nafta fece ruggire i caloriferi al QT8.

 

– Tanti eravate, dice mia madre. E rimpiange

L’appiccicosa castità dei preti, le ragazze

“Che hanno fatto un errore”: un mondo prima

Del mondo scandaloso della pillola, di Milano

Che jazza, delle belle gambe

Delle separate raccolte sul divano.

                                       Oggi però io chiamo

All’appello dell’inchiostro distribuito fra i banchi dal bidello

Bianchi e neri grembiuli: i Calaprice,

Dammicco, Andrea Lampiasi, Lupastroni

Panzetti e Pasciolla: Italiani

In fila, docili, pronti per aprirsi ai fiori

Del beat, oppure tali e quali

Restare ai loro padri:

 

Paltò grigi e marroni, carne da cannone

Per un qualsiasi Giovanni Ventura a venire.

Dal Veneto silente a Piazza Fontana,

Spento ogni lume la nebbia, a macellarli.

 

 

(Milano, 12 dicembre 2019 – 12 dicembre 2020)